Ricamo giapponese: arte e innovazione nel mio Atelier
- atelierdelriusoweb
- 12 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Come sempre, quando scopro qualcosa di nuovo, mi innamoro subito.
Stavolta è successo con il ricamo giapponese.
L’ho visto per caso su internet, applicato a capi di moda maschile rivisitati, e ho pensato subito "Questo è qualcosa che voglio portare nel mio atelier!"

Il ricamo giapponese, noto anche come sashiko, nasce come tecnica antica per rinforzare i tessuti usati, soprattutto abiti da lavoro e kimono. All’inizio era funzionale: punti regolari o geometrici, che rendevano il tessuto più resistente. Nel tempo, però, è diventato anche decorativo, un modo elegante e poetico di dare nuova vita ai tessuti consumati.
Nel mio atelier lo voglio reinterpretare in chiave contemporanea. Posso applicarlo su tela, jeans, giacche, trasformando rammendi e riparazioni in elementi ornamentali. Serve un tessuto abbastanza rigido, che tenga bene la cucitura, ma il risultato può essere davvero sorprendente.
In Italia il sashiko è ancora poco conosciuto, e pochissimi lo usano nella moda quotidiana. Il bello è che possiamo sperimentarlo senza limiti, attraverso rammendi creativi, motivi geometrici o floreali, su capi vintage o pezzi nuovi che vogliono avere un’anima artigianale e originale. È un piccolo gesto, ma capace di trasformare un capo in un pezzo unico.
Per me, l'utilità del sashiko è proprio questa: unire tradizione e innovazione, dare nuova vita ai tessuti con creatività e cura. È un’arte lenta, come piace a me, ma il risultato è sempre sorprendente.

Questo è solo l’inizio! Nei prossimi post vi mostrerò come il sashiko prende vita sui capi, dai jeans alle giacche, trasformando semplici rammendi in piccoli dettagli unici. Seguitemi sui social per idee, tutorial e anteprime dei nostri esperimenti creativi. Non vedo l’ora di condividerla con voi!





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